6 Novembre 2026

Controllare un dipendente in malattia: cosa è permesso

In breve

Controllare un dipendente in malattia si può, ma solo nei modi che la legge consente. Tu non puoi fare accertamenti sulla malattia: il controllo delle assenze passa dagli istituti previdenziali. Se sospetti un abuso, puoi raccogliere elementi sui fatti concreti, per esempio con un investigatore. Poi devi contestare il fatto per iscritto e sentire il lavoratore prima di sanzionarlo.

Un tuo dipendente è in malattia da giorni e qualcuno ti dice di averlo visto fare tutt’altro che riposare. Ti chiedi se puoi controllare il dipendente in malattia, come farlo senza commettere errori e se quello che scopri basta per un provvedimento. Sono domande giuste: sbagliare il controllo può costarti una causa, anche se il dipendente ha davvero abusato.

Controllare un dipendente in malattia: cosa puoi e non puoi fare

La regola di partenza è questa: il datore di lavoro non può fare accertamenti sull’idoneità e sulla malattia del lavoratore. In pratica non puoi chiedere la diagnosi, mandare un tuo medico a casa o pretendere esami. Lo dice l’articolo 5 dello Statuto dei lavoratori, che vieta questi accertamenti.

La stessa norma ti dà però uno strumento: il controllo delle assenze per malattia si fa attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, che devono farlo quando il datore di lavoro lo chiede. Hai anche la facoltà di far controllare l’idoneità fisica del lavoratore da enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico.

C’è poi un secondo piano, diverso: quello dei comportamenti del dipendente mentre è assente. Durante la malattia il rapporto di lavoro è sospeso, ma restano gli obblighi di correttezza, diligenza e fedeltà. Se il lavoratore li viola, puoi intervenire con il procedimento disciplinare.

La procedura corretta, passo per passo

  1. Non fare domande sulla malattia. Ti serve solo il certificato inviato nei modi previsti. Non chiedere diagnosi o dettagli clinici: è un accertamento che la legge ti vieta.
  2. Chiedi il controllo agli istituti previdenziali. Se hai dubbi sull’assenza, fai richiesta ai servizi ispettivi competenti. È la strada prevista dalla legge per verificare lo stato di malattia.
  3. Se sospetti un abuso, documenta i fatti. Annota quando e come sei venuto a sapere dell’attività del dipendente e conserva ciò che hai raccolto in modo regolare. Un controllo mirato, deciso quando nasce un sospetto concreto, regge meglio di un controllo a tappeto.
  4. Usa l’investigatore solo per i fatti illeciti. Un’agenzia investigativa può servire a verificare comportamenti fraudolenti o dannosi per l’azienda. Non può servire a controllare se il dipendente lavora bene.
  5. Contesta il fatto per iscritto. Prima di qualsiasi sanzione devi comunicare per iscritto cosa contesti. Fallo senza lasciar passare troppo tempo dopo che hai scoperto il fatto.
  6. Ascolta il lavoratore. La legge vieta provvedimenti disciplinari senza aver sentito il dipendente a sua difesa. Può farsi assistere da un rappresentante sindacale.
  7. Aspetta cinque giorni e valuta la sanzione. Le sanzioni più gravi del rimprovero verbale non si applicano prima che siano passati cinque giorni dalla contestazione scritta. Poi scegli una sanzione proporzionata a quanto accertato.

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Cosa hanno deciso i giudici sui controlli in malattia

Attività durante la malattia: quando è un problema

Infortunato al braccio, svolge attività senza protezione: licenziamento valido
Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 11154 del 28 aprile 2025

Un lavoratore era in malattia per un infortunio al braccio destro, con prescrizione di riposo e immobilizzazione dell’arto. L’azienda, tramite indagini, scoprì che svolgeva una serie di attività senza alcuna fasciatura o tutore, e lo licenziò. In appello il licenziamento era stato giudicato troppo severo, perché non era provato un peggioramento vero e proprio.

La Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha ricordato che non esiste un divieto assoluto di fare altre attività in malattia:

«non sussiste nel nostro ordinamento un divieto assoluto per il dipendente di prestare altra attività»

Ma ha chiarito che l’attività può giustificare il licenziamento quando dimostra che la malattia è finta oppure quando può ritardare la guarigione e il rientro al lavoro. Basta il rischio: non serve che il dipendente sia davvero peggiorato. Per te significa che conta il tipo di malattia e il tipo di attività, e che l’onere di dimostrare il rischio è tuo.

L’investigatore: quando è ammesso

Soste prolungate al bar durante il turno: controllo investigativo ammesso
Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 8710 del 2 aprile 2025

Un addetto alla raccolta dei rifiuti faceva soste lunghe e frequenti nei bar durante il servizio. L’azienda incaricò un’agenzia investigativa, che raccolse prove dei comportamenti, e lo licenziò. Il lavoratore sosteneva che i controlli fossero vietati perché riguardavano il modo di lavorare.

La Cassazione gli ha dato torto: il controllo investigativo è legittimo quando serve a verificare comportamenti illeciti o fraudolenti, che danneggiano l’azienda anche nell’immagine. Non lo è quando ha per oggetto il semplice modo in cui il dipendente svolge la prestazione. Il principio vale anche per la malattia: l’investigatore serve per accertare fatti concreti e scorretti, non per sorvegliare il dipendente.

Gli errori da evitare

  1. Chiedere la diagnosi al dipendente. È un accertamento vietato. Se hai dubbi, rivolgiti agli istituti previdenziali.
  2. Far seguire il dipendente per verificare se è davvero malato. Stabilire se la malattia c’è o no non spetta a te. L’investigatore va usato su fatti precisi e scorretti, non per giudicare lo stato di salute.
  3. Licenziare appena scopri l’abuso. Senza contestazione scritta e senza aver sentito il lavoratore il provvedimento è a rischio, anche se il fatto è vero.
  4. Aspettare troppo a contestare. Se lasci passare molto tempo dal momento in cui hai saputo il fatto, il lavoratore potrà dire che hai rinunciato a sanzionarlo.
  5. Dare per scontato che ogni attività in malattia sia grave. Non c’è un divieto assoluto: va valutata la malattia, l’attività svolta e il rischio per la guarigione.

Se il problema è un’assenza non giustificata e non una malattia, leggi la nostra guida su come licenziare un dipendente per assenze ingiustificate. Se invece il tema è il rendimento, trovi la procedura in come licenziare un dipendente per scarso rendimento. Lo studio, con sede a Viterbo, assiste le aziende in tutta Italia anche online.

Domande frequenti

Posso chiedere al dipendente quale malattia ha?

No. La legge vieta al datore di lavoro di fare accertamenti sulla malattia del lavoratore. Se hai dubbi sull’assenza, puoi chiedere il controllo agli istituti previdenziali competenti.

Posso mandare un investigatore a controllare un dipendente in malattia?

Secondo i giudici puoi usare un’agenzia investigativa per verificare comportamenti illeciti o fraudolenti, non per controllare come il dipendente lavora. Serve un sospetto concreto e il controllo deve restare sui fatti che interessano l’azienda.

Un dipendente in malattia può fare altre attività?

Non esiste un divieto assoluto. Però, se l’attività dimostra che la malattia è finta oppure può ritardare la guarigione e il rientro, può diventare un motivo di sanzione, anche del licenziamento. Conta il caso concreto.

Posso licenziare subito chi abusa della malattia?

No, prima devi contestare il fatto per iscritto e sentire il lavoratore. Una sanzione più grave del rimprovero verbale non si può applicare prima che siano passati cinque giorni dalla contestazione.

Si può licenziare un dipendente perché è stato troppo in malattia?

Il codice civile prevede che l’imprenditore possa recedere dal contratto quando è finito il periodo di assenza tutelato dalla legge, dai contratti o dagli usi. La durata di quel periodo va verificata nel contratto collettivo applicato in azienda.

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