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Licenziato al rientro dal congedo per il figlio disabile: è discriminazione, scatta la reintegra

La Corte d’Appello di Catania (sent. n. 391/2026) dichiara nullo perché discriminatorio il licenziamento del lavoratore caregiver intimato il giorno dopo il rientro dal congedo straordinario per assistere il figlio con disabilità grave: reintegrazione piena anche nell’azienda sotto i 15 dipendenti.

Un solo giorno di assenza ingiustificata in malattia non basta per il licenziamento: la decisione del Tribunale di Trento

Il Tribunale di Trento, con la sentenza n. 66/2026, dichiara illegittimo per difetto di proporzionalità il licenziamento per giusta causa di uno spa manager assente alla visita fiscale per un solo giorno: se il CCNL punisce la condotta con una sanzione conservativa, il recesso è sproporzionato. Condanna a 18 mensilità di indennità risarcitoria.

Licenziato perché ti ammali troppo? Cosa ha deciso il Tribunale di Bari

Una lavoratrice viene licenziata per scarso rendimento a causa di assenze per malattia certificate, prima del superamento del comporto. Il Tribunale di Bari dichiara il licenziamento nullo e ritorsivo e ordina la reintegrazione.

Licenziata in prova durante la malattia: il Tribunale ordina la reintegra

Il Tribunale di Vicenza annulla il recesso in prova intimato a una contabile assente per un incidente stradale: la vera ragione era la riorganizzazione dell’ufficio, non la prova. Scatta la reintegra.

Licenziamento illegittimo dopo 27 anni: la proporzionalità della sanzione disciplinare

Il Tribunale di Reggio Emilia annulla il licenziamento di un dipendente con 27 anni di servizio: contestazioni tardive e condotte bagatellari non giustificano la massima sanzione. Analisi della sentenza n. 685/2025 su proporzionalità e reintegra.

Un errore grave sul lavoro giustifica il licenziamento? Il caso del water alla metro

Un operatore della metropolitana sposta un water rotto per igiene, provoca un danno e ferisce un utente: viene licenziato. La Corte d’Appello di Roma lo reintegra. Senza dolo, un danno grave non basta a giustificare il licenziamento.

Videosorveglianza e controlli difensivi: senza fondato sospetto le riprese sono inutilizzabili

La Corte d’Appello di Milano (n. 379/2025) conferma l’illegittimita del licenziamento fondato su videoriprese di un’agenzia investigativa: senza un fondato sospetto individuale e senza le garanzie dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, le registrazioni sono inutilizzabili e il lavoratore va reintegrato.

Malato ma al lavoro nel negozio della moglie: quando il licenziamento è legittimo

Assente per malattia quasi due mesi, ma fotografato dall’agenzia investigativa mentre lavora nel negozio della moglie. La Corte d’Appello di Roma dichiara legittimo il licenziamento per giusta causa: basta la «mera ipotesi» di illecito per attivare il controllo difensivo.

Videosorveglianza e controlli difensivi: senza fondato sospetto le riprese sono inutilizzabili

La Corte d’Appello di Milano (sent. n. 379/2025) ribadisce che le videoriprese raccolte da un investigatore privato, in assenza di un fondato sospetto individuale e delle procedure dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori, sono inutilizzabili a fini disciplinari e rendono illegittimo il licenziamento.

Controlli difensivi sulla posta elettronica aziendale: il licenziamento regge se l’informativa è provata

Il Tribunale di Pisa (sent. n. 800/2026) delimita l’accesso datoriale alla casella aziendale: il controllo difensivo deve essere mirato e successivo al fondato sospetto, ma è la data di accettazione della policy informatica a fissare il confine dell’utilizzabilità della prova.