13 Marzo 2020

Ferie: chi decide quando farle (e cosa è rimasto delle regole Covid)

Ferie · Potere del datore

Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, ma il periodo in cui farle lo stabilisce il datore di lavoro, tenendo conto anche degli interessi del dipendente. Questo articolo, scritto nel marzo 2020, è stato aggiornato: le misure dell’emergenza Covid non sono più in vigore.

Chi decide il periodo delle ferie

Il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite e non può rinunciarvi. La durata minima è di quattro settimane all’anno: almeno due vanno godute nell’anno di maturazione (consecutive, se il lavoratore lo chiede), le altre entro i diciotto mesi successivi. Le ferie minime non possono essere pagate al posto di essere godute, salvo quando il rapporto finisce.

Il periodo delle ferie lo fissa il datore di lavoro, tenendo conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore, e deve comunicarlo in anticipo. Il lavoratore può indicare quando preferisce andare in ferie, ma la decisione finale spetta al datore.

Il datore può anche modificare il periodo già fissato, se le esigenze aziendali cambiano. Anche la modifica va comunicata con un congruo preavviso. Il potere non può però diventare arbitrio: il datore non può rinviare all’infinito le ferie né impedirne di fatto il godimento.

Art. 36 Cost.; art. 2109 c.c.; art. 10 D.Lgs. 66/2003; Cass. n. 24977/2022.

Se l’azienda mi mette in ferie, posso rifiutarmi?

Di regola no: se il datore di lavoro ha fissato il periodo di ferie nel rispetto della legge e del contratto collettivo e lo ha comunicato per tempo, il lavoratore non può rifiutarsi. Il collocamento in ferie deve però essere comunicato correttamente a ciascun lavoratore.

Se il lavoratore ritiene che la scelta sia illegittima, ad esempio perché comunicata senza preavviso, può contestarla.

Art. 2109 c.c.; Cass. n. 24977/2022.

Posso mettermi in ferie da solo?

No. Il lavoratore non può scegliere da solo il periodo delle ferie: la concessione rientra nel potere organizzativo del datore di lavoro. Se si assenta senza autorizzazione, l’assenza è ingiustificata e può avere conseguenze disciplinari.

Se ritiene che il rifiuto delle ferie sia illegittimo, il lavoratore deve contestarlo, se necessario anche davanti al giudice, ma non può semplicemente assentarsi.

Art. 2109 c.c.; Cass. n. 9831/2025.

E le regole dell’emergenza Covid?

Nel marzo 2020 i provvedimenti del Governo per l’emergenza sanitaria invitavano le imprese a favorire la fruizione di ferie e congedi retribuiti. Si trattava di misure temporanee, oggi non più in vigore.

Oggi valgono le regole ordinarie descritte sopra. In particolare, l’anticipo di ferie non ancora maturate non è previsto dalla legge: dipende dal contratto collettivo o da un accordo tra le parti.

Questo articolo è stato scritto all’inizio dell’emergenza Covid-19 (marzo 2020) e aggiornato: le misure straordinarie di quel periodo non sono più in vigore.

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AVVOCATO MATTEO MOSCIONI

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