Contestazione disciplinare tardiva? 5/5 (1)

13 Novembre 2019

Contestazione disciplinare tardiva?

Il potere disciplinare indica la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali, e precisamente agli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà sanciti dagli artt. 2104 e 2105 c.c.

L’esercizio di tale potere disciplianare è, comunque, sottoposto a ben precisi limiti e vincoli volti a preservare la libertà e la dignità del lavoratore tra i quali:

Pertanto, in caso di contestazione disciplinare tardiva, il datore di lavoro è tenuto a provare che il considerevole intervallo temporale fra i fatti addebitati e la loro contestazione sia stato necessario per accertare la responsabilità del lavoratore.

Infatti, l’immediatezza della contestazione disciplinare integra elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro in quanto l’interesse del datore di lavoro all’ acquisizione di ulteriori elementi a conforto della colpevolezza del lavoratore non può pregiudicare il diritto di quest’ultimo ad una pronta ed effettiva difesa, sicché, ove la contestazione si tardiva, resta precluso l’esercizio del potere e la sanzione irrogata è invalida.

Ciò, anche se, secondo l’orientamento consolidata della Cassazione, il requisito della immediatezza della contestazione disciplinare va inteso in senso relativo e non assoluto “dovendosi commisurare anche alla complessità dell’attività dell’azienda e all’attività di verifica da effettuare” (Cass. n. 13167/2009).

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AVVOCATO MATTEO MOSCIONI

con studio in Viterbo, specializzato in diritto del lavoro ed esperto in assistenza giudiziale e stragiudiziale rivolta ad Aziende, lavoratori o Organizzazioni sindacali.

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