1 Giugno 2017

Sanzioni disciplinari

Il fondamento normativo del potere disciplinare è costituito dall’art. 2106 c.c.,il quale specifica che, in caso di inosservanza dei doveri di diligenza, obbedienza e fedeltà da parte del lavoratore, il datore di lavoro può irrogare apposite sanzioni disciplinari, diverse a seconda della gravità dell’infrazione commessa.

I presupposti sostanziali del potere disciplinare sono:

Quali sono i requisiti procedurali?

Prima della commissione dell’infrazione, il datore di lavoro deve aver predisposto e pubblicizzato il codice disciplinare che, in applicazione degli accordi e contratti collettivi stabiliti in materia, stabilisca le infrazioni punibili, le sanzioni e le procedure di contestazione.

Inoltre, il datore di lavoro deve contestare al lavoratore l’infrazione commessa, attraverso contestazione che sia:

Il lavoratore ha, invece, diritto di essere sentito dal datore di lavoro, con un termine a difesa non inferiore a cinque giorni e con l’eventuale assistenza di un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.

 

Quali sono le sanzioni disciplinari?

Le sanzioni irrogabili sono:

 

Come impugnare una sanzione disciplinare?

A fronte dell’irrogazione di una sanzione disciplinare, il lavoratore può:

 

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