Autore: Avv. Matteo Moscioni

Mi possono licenziare con un video di sorveglianza nascosta? Cosa ha deciso il Tribunale di Roma

Dipendente di supermercato licenziato dopo le riprese di telecamere occulte mentre consumava prodotti aziendali. Il Tribunale di Roma chiarisce quando la videosorveglianza nascosta è utilizzabile contro il lavoratore.

Licenziamento disciplinare sproporzionato: reintegra o indennità? L’evoluzione della Cassazione fino al 2026

Quando il licenziamento disciplinare è sproporzionato, spetta la reintegra o solo l’indennità? L’orientamento della Cassazione dalla riforma Fornero all’ordinanza n. 14459/2026.

Controlli difensivi sul lavoratore: il fondato sospetto e l’onere della prova del datore

I controlli difensivi del datore (telecamere, posta aziendale, GPS, investigatori) escono dalle garanzie dell’art. 4 dello Statuto solo in presenza di un fondato sospetto: la Cassazione, dal precedente n. 18168/2023 alla sentenza n. 16218/2026, addossa al datore l’onere di provarlo, a pena di inutilizzabilita’ delle prove.

Riservatezza digitale e licenziamento: quando la privacy protegge il lavoratore e quando lo condanna

Due pronunce 2025 della Cassazione a confronto: la chat WhatsApp privata tutelata dall’art. 15 Cost. che salva il dipendente e l’accesso abusivo ai dati riservati che fonda la giusta causa di licenziamento.

Chat WhatsApp tra colleghi e licenziamento: la corrispondenza privata come limite al potere disciplinare

I messaggi scambiati in una chat WhatsApp ristretta tra colleghi sono corrispondenza privata tutelata dall’art. 15 Cost. e, di regola, non fondano il licenziamento disciplinare. Dalla Corte Costituzionale del 2023 alle pronunce 2025-2026 della Cassazione, la genealogia del principio e il suo confine.

Lavoratore e social network: il confine costituzionale tra critica pubblica e chat privata

Due ordinanze della Cassazione (n. 14165/2026 e n. 5334/2025) tracciano la linea tra licenziamento legittimo per post diffamatori su Facebook e licenziamento illegittimo per video condiviso in chat WhatsApp tra colleghi, alla luce dell’art. 15 della Costituzione.

Controlli difensivi e fondato sospetto: l’evoluzione della Cassazione dal 2023 al 2025

Albero genealogico delle citazioni che, a partire da Cass. n. 18168/2023, hanno definito il perimetro dei controlli difensivi del datore di lavoro. Onere del fondato sospetto, proporzionalita, qualifica degli strumenti di lavoro e indagini di polizia giudiziaria: una mappa operativa per il difensore.

Controlli difensivi del datore di lavoro: l’onere della prova del «fondato sospetto»

Quando il datore di lavoro può controllare la posta elettronica o le chat di un dipendente? Dalla Cassazione 18168/2023 alle pronunce del 2024 e 2025: chi attiva un controllo difensivo deve provare il fondato sospetto.

Chat aziendale come strumento di lavoro: quando le conversazioni possono fondare il licenziamento

La Cassazione n. 32283/2025 qualifica la chat aziendale come strumento di lavoro ex art. 4 dello Statuto dei Lavoratori e ne ammette l’uso disciplinare. La genealogia delle citazioni che la lega ai precedenti del 2021 e 2023 sui controlli difensivi, e una lezione processuale sulle plurime rationes decidendi.

Dimissioni telematiche e revoca: quando la forma cede alla volontà del lavoratore

Le dimissioni del lavoratore restano un negozio unilaterale recettizio: la forma telematica dell’art. 26 D.Lgs. 151/2015 ne condiziona l’efficacia ma non la natura. Il diritto di revoca entro sette giorni, il ripristino del rapporto e il primato della volontà genuina nella giurisprudenza della Cassazione (2019-2026).