Se firmo la busta paga, posso contestare la non corrispondenza della retribuzione ?

31 Ottobre 2017

La busta paga, anche se sottoscritta dal lavoratore con la formula “per ricevuta”, non possiede valore probatorio sufficiente, a favore della parte datoriale, circa l’effettiva corresponsione della retribuzione.

L’art. 1 L. 4/1953 prescrive l’obbligo, per l’azienda, al momento dalla consegna al dipendente del “prospetto paga” di corrispondere contestualmente lo stipendio.

Tuttavia, la prova della consegna della suddetta busta non porta, di per sé, all’automatica dimostrazione anche dell’avvenuto pagamento.

In altre parole, il datore di lavoro, in caso di contestazione, ha l’onere di una “prova rigorosa” dei pagamenti effettuati in merito ai singoli crediti vantati dal lavoratore, ad esempio con la copia di un assegno o di un bonifico bancario.

Ne consegue che con la firma «per ricevuta» il dipendente dichiara solo di aver appunto ricevuto il prospetto paga, ma non riconosce anche l’avvenuto pagamento dello stipendio.

In tal caso, il lavoratore potrà proporre una azione giudiziaria per ottenere il pagamento del salario non ricevuto.


Per un Approfondimento ulteriore

Contestazione disciplinare tardiva? Il potere disciplinare indica la facoltà del datore di lavoro di irrogare sanzioni al lavoratore che venga meno ai suoi doveri contrattuali, e precisamente agli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà sanciti dagli artt. 2104 e 2105 c.c. L’esercizio di tale potere disciplianare è, comunque, sottoposto a ben precisi limiti e vincoli […]

Read More

Posso rinunciare al TFR?

Si può rinunciare al TFR? La rinuncia di un diritto, da parte del lavoratore, è ammissibile in riferimento a diritti già maturati e dal contenuto determinato (Cass. n. 3064/2013; Cass. n. 12561/2006; Cass. n. 9747/2005). Pertanto, dal momento che “il diritto alla liquidazione del trattamento di fine rapporto del lavoratore ancora in servizio è un […]

Read More

Molestie sessuali sul luogo di lavoro

Sono molestie sessuali sul luogo di lavoro “quei comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo” (art. 26, comma 2).

Read More

Stai cercando uno avvocato del lavoro?

AVVOCATO MATTEO MOSCIONI

con studio in Viterbo, specializzato in diritto del lavoro ed esperto in assistenza giudiziale e stragiudiziale rivolta ad Aziende, lavoratori o Organizzazioni sindacali.

 

5/5 (2)

Please rate this


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *