Diritto del lavoro: che cos’è e cosa dice la Costituzione
Il diritto del lavoro regola il rapporto tra chi lavora e chi si avvale di quel lavoro. Protegge la retribuzione, ma anche la dignità, la libertà e la sicurezza della persona. Le sue basi si trovano nella Costituzione.
Di cosa si occupa
Tradizionalmente il diritto del lavoro si divide in tre parti:
- il rapporto individuale di lavoro: assunzione, mansioni, orario, retribuzione, licenziamento;
- il diritto sindacale: sindacati, contratti collettivi, sciopero;
- la previdenza sociale: pensioni, malattia, infortuni, disoccupazione.
Il rapporto individuale lega chi presta la propria attività a chi la utilizza e, in cambio, paga una retribuzione. La legge non tutela solo l’aspetto economico: tutela anche la dignità, la libertà e la sicurezza del lavoratore. Per sapere quando un rapporto è davvero di lavoro dipendente si può leggere l’articolo sul lavoratore subordinato.
I principi fondamentali della Costituzione
Già i primi articoli della Costituzione mettono il lavoro al centro:
- art. 1: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro;
- art. 3: tutti sono uguali davanti alla legge e la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza;
- art. 4: il lavoro è un diritto e anche un dovere, perché contribuisce al progresso materiale e spirituale della società.
I diritti dei lavoratori nei rapporti economici
Nella parte dedicata ai rapporti economici la Costituzione elenca i diritti principali:
- art. 35: la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori;
- art. 36: il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e comunque sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa per sé e per la famiglia; la legge fissa la durata massima della giornata di lavoro; riposo settimanale e ferie annuali retribuite non si possono rinunciare;
- art. 37: la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, la stessa retribuzione del lavoratore; la madre e il bambino hanno una protezione speciale; la legge fissa l’età minima per lavorare e tutela il lavoro dei minori;
- art. 38: chi non può lavorare ed è privo di mezzi ha diritto all’assistenza sociale; i lavoratori hanno diritto a mezzi adeguati in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria;
- art. 39: l’organizzazione sindacale è libera;
- art. 40: il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano;
- art. 41: l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana;
- art. 46: la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare alla gestione delle aziende, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi.
Due precisazioni utili
Contratti collettivi. L’art. 39 prevede che i sindacati registrati possano firmare contratti collettivi validi per tutti i lavoratori della categoria. Questo meccanismo di registrazione, però, non è mai stato attuato. Per questo il contratto collettivo nazionale non si applica automaticamente a tutti: conta quale contratto applica il datore di lavoro e cosa prevede il contratto individuale.
Salute e ambiente. Dal 2022 l’art. 41 menziona espressamente anche la salute e l’ambiente tra i limiti all’iniziativa economica. È un richiamo in più all’obbligo del datore di lavoro di organizzare l’attività in modo sicuro.
Costituzione, artt. 1, 3, 4, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 46.
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