La retribuzione
Lo stipendio non è solo il compenso per il lavoro svolto: serve anche a garantire al lavoratore e alla sua famiglia una vita dignitosa. Per questo la legge lo protegge con regole precise su tempi, modi e prova del pagamento.
A cosa serve la retribuzione
La Costituzione stabilisce che la retribuzione deve essere proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e comunque sufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Per questo alcune somme sono dovute anche quando il lavoratore non presta attività: per esempio le ferie annuali retribuite e la tredicesima mensilità.
Art. 36 Cost.
Un obbligo da adempiere con diligenza
Pagare lo stipendio è un’obbligazione del datore di lavoro come tutte le altre. Deve essere adempiuta per intero e con la dovuta diligenza; se non lo è, il datore di lavoro risponde dell’inadempimento.
Artt. 1176, 1218 e 1224 c.c.
Quando e come si paga
Di regola lo stipendio si matura a lavoro svolto e si paga alle scadenze fissate dal contratto collettivo, quasi sempre ogni mese. Il codice civile rinvia, per modalità e termini, agli usi del luogo in cui il lavoro viene eseguito.
Dal 1° luglio 2018 lo stipendio non può più essere pagato in contanti direttamente al lavoratore. Il datore di lavoro deve usare la banca o la posta: bonifico sul conto indicato dal lavoratore, strumenti di pagamento elettronico, contanti allo sportello bancario o postale oppure assegno consegnato al lavoratore. Chi viola questo obbligo rischia una sanzione da 1.000 a 5.000 euro. La regola non vale per i dipendenti pubblici e per il lavoro domestico.
Art. 2099 c.c.; art. 1, commi 910-913, L. 205/2017.
La busta paga
Insieme allo stipendio il datore di lavoro deve consegnare il prospetto paga (la busta paga), con il nome e la qualifica del lavoratore, il periodo a cui si riferisce, tutte le voci che compongono la retribuzione, le singole trattenute e il contratto collettivo applicato. Il prospetto deve essere firmato, siglato o timbrato dal datore di lavoro.
La busta paga firmata dal lavoratore non prova da sola che lo stipendio sia stato davvero pagato: lo dice espressamente la legge. Il lavoratore può quindi contestare che le somme, i giorni o l’inquadramento indicati non corrispondano alla realtà. Ne parliamo nell’articolo se firmo la busta paga posso contestarla?.
Art. 1 L. 4/1953; art. 1, comma 912, L. 205/2017.
Se lo stipendio non arriva
Sui crediti di lavoro non pagati sono dovuti gli interessi legali e, in più, la rivalutazione monetaria, cioè il recupero della perdita di valore del denaro nel tempo. Quando condanna il datore di lavoro, il giudice deve riconoscere entrambe le voci dal giorno in cui il diritto è maturato. Per approfondire: crediti di lavoro, interessi e rivalutazione.
Art. 429, terzo comma, c.p.c.; art. 1224 c.c.
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