Parole pesanti e licenziamento: quando le dichiarazioni del lavoratore giustificano il recesso
Una chat WhatsApp e una telefonata offensiva: quando le parole del lavoratore giustificano il licenziamento. Due ordinanze della Cassazione 2026.
Una chat WhatsApp e una telefonata offensiva: quando le parole del lavoratore giustificano il licenziamento. Due ordinanze della Cassazione 2026.
Il dipendente che testimonia contro il datore può essere licenziato? Diritto di critica, dovere di verità e licenziamento ritorsivo per la Cassazione.
Condotta punita dal CCNL con sanzione minore o testimonianza ritenuta falsa: quando il licenziamento regge. Due pronunce della Cassazione 2026.
Si può perdere il lavoro per aver testimoniato contro il datore? I precedenti su critica e ritorsione dietro l’ordinanza della Cassazione 25687/2026.
Il lavoratore che testimonia contro l’azienda può essere licenziato? Limiti del diritto di critica e ritorsione nell’ordinanza della Cassazione 25687/2026.
Criticare il datore di lavoro può costare il posto? Continenza, verità e pertinenza: i criteri della Cassazione, applicati anche alla testimonianza.
Investigatori e GPS sulla prestazione sono illegittimi, il badge è utilizzabile se il lavoratore è informato. Due pronunce della Cassazione 2026.
Contestazione immutabile, giusta causa e proporzionalità: i precedenti della Cassazione su cui si fonda l’ordinanza 5514/2026 in materia di licenziamento.
Un licenziamento sproporzionato non è per forza ritorsivo: dove passa il confine per la Cassazione, dalla sentenza 741/2024 all’ordinanza 25687/2026.
Testimonianza falsa del dipendente: può avere rilievo disciplinare, ma un licenziamento sproporzionato non è per questo ritorsivo. Cass. 25687/2026.